Home IGP MARRONE DELLA VAL DI SUSA

MARRONE DELLA VAL DI SUSA

484
0
SHARE

index-1.php index-4.php

Marrone della Val di Susa
Sistema di qualità: IGP
Categoria merceologica: Ortofrutta
Prodotto nelle province di: Torino

ZONA DI PRODUZIONE E STORIA
La denominazione Marrone della val di Susa indica il frutto ottenuto con ecotipi locali tradizionalmente denominati con il nome del comune di provenienza:
– Marrone di San Giorio di Susa;
– Marrone di Meana di Susa;
– Marrone di Sant’Antonino di Susa;
– Marrone di Bruzolo;
– Marrone di Villar Focchiardo.
Questo prodotto viene coltivato in tutto il territorio della val di Susa.
I castagneti idonei per la produzione di questa IGP sono quelli ubicati in una fascia prealpina sita tra i 350 e i 1050 m.s.l.m, su terreni con pendenze più o meno elevate (dal 5 a 65%), acidi e ricchi in sostanza organica. Per garantire le ottimali caratteristiche del prodotto, tutti gli anni è necessario effettuare un’accurata pulizia del sottobosco mediante lo sfalcio periodico e l’eliminazione di felci e cespugli. È vietato l’utilizzo dei diserbanti, di fertilizzanti di sintesi, ma è consentita la concimazione organica annuale.
La raccolta, effettuata tra il 20 settembre e il 10 novembre, deve essere effettuata con tecniche atte a salvaguardare l’integrità del prodotto.
Il clima favorevole alla coltivazione del castagno è caratterizzato da precipitazioni non molto elevate, con temperature medie annue che variano tra 11° e 12°C.
La coltivazione vera e propria dei castagneti da frutto nella val di Susa risale all’epoca Romana, ma è dal Medioevo in poi che si hanno documenti e notizie certe sulla diffusione e importanza che la coltura ha assunto. Alla fine dell’Ottocento inizia la vera e propria esportazione dall’Italia di elevate quantità di Marroni, grazie all’estendersi delle reti ferroviarie. A causa dello spopolamento della valle, avvenuto verso la metà del Novecento, e del cambiamento delle abitudini alimentari nonché alla diffusione di alcune patologie del castagno, si è verificata la riduzione della produzione di Marroni. Da alcuni anni si è verificata una ripresa di questo settore con l’aumento delle produzioni e quindi della disponibilità del prodotto sul mercato.

CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO
La forma ellissoidale e l’apice poco pronunciato con presenza di tomento, sono le caratteristiche peculiari del prodotto. Il riccio contiene un massimo di tre frutti di colore marrone con tendenza al rossiccio, il guscio è sottile con striature di colore più scuro in numero da 25 a 30. La base è di forma ellittica che tende al rettangolare, generalmente piatta e di colore più chiaro del guscio, con residua pelosità al contorno. La pezzatura è medio-grossa e il seme, uno per frutto, presenta una polpa bianco-crema, croccante e dal sapore dolce con superficie quasi priva di solcature.
I Marroni che non vengono immessi sul mercato entro 30 giorni dalla raccolta subiscono l’operazione di curatura, che serve per il mantenimento della serbevolezza del prodotto e non ne danneggia le caratteristiche tipiche. La curatura è un processo che prevede l’immersione in acqua, fredda o calda, del prodotto per un determinato periodo di tempo. Tutte le operazioni di cernita, calibratura e curatura dei Marroni freschi devono essere effettuate nella zona di produzione.
Tutti i prodotti per la cui preparazione è utilizzato il Marrone della val di Susa, anche a seguito di processi di elaborazione e di trasformazione, devono presentare in etichetta l’indicazione che nella preparazione si è utilizzata come materia prima il prodotto IGP.
ABBINAMENTI CONSIGLIATI
Quando i Marroni vengono consumati arrostiti oppure fanno parte di una ricetta salata si consiglia l’abbinamento con un vino novello lievemente tannico. Invece per le preparazioni dolciarie, che vedono il Marrone del val di Susa come ingrediente principale, si consiglia l’Asti Spumante come abbinamento ideale.